fbpx
 

Filtri nelle Unità di Trattamento Aria: tipologia e importanza

13 Set Filtri nelle Unità di Trattamento Aria: tipologia e importanza

Oggigiorno, l’attenzione nei confronti dei filtri dell’aria presenti nelle U.T.A. (Unità di Trattamento Aria) e di altre tipologie di impianti dedicati alla climatizzazione, è diventato un tema imprescindibile in riferimento alla qualità dell’aria indoor e al suo impatto sanitario, sociale ed economico.

Le prestazioni dei filtri sono infatti strettamente connesse all’aria che respiriamo in ambienti confinati. La loro tipologia e funzione, oltre alla loro pulizia ovviamente, sono senza dubbio tra i maggiori aspetti che incidono sulla salubrità dell’aria che respiriamo (e di conseguenza sulla nostra salute).

Nella nostra epoca, la vita all’interno di luoghi confinati è in costante aumento. Uffici, negozi e supermercati sono solo alcune delle strutture al chiuso dove ogni giorno passiamo il nostro tempo. Tuttavia, quando lavoriamo oppure facciamo la spesa, non ci preoccupiamo certo dell’aria che respiriamo, ma siamo davvero sicuri che sia di qualità? Purtroppo, nella maggior parte dei casi, non è per nulla adatta alle nostre necessità, spesso a causa di impianti malfunzionanti, filtri sporchi oppure componenti obsolete.

La cattiva aerazione comporta inevitabili conseguenze non solo sulla qualità delle giornate, ma anche sulla salute di tutti coloro che condividono uno spazio comune confinato. A tal proposito, hai mai sentito parlare di Sindrome da Edificio Malato (Sick Building Syndrome)? Prima di proseguire, approfondisci qui l’argomento,

A cosa servono i filtri e perché sono così importanti?

Come abbiamo visto negli articoli precedenti, la funzione principale delle U.T.A. è quella di garantire il corretto ricircolo dell’aria, oltre a mantenere sotto controllo i parametri di umidità, temperatura, velocità di ricambio e della sua purezza. In questo contesto, quale ruolo ricoprono quindi i filtri? La spiegazione è molto semplice!

Il fine della filtrazione è quello di assicurare prima di tutto la buona qualità dell’aria che respiriamo e, considerando che, come evidenziato sopra, statisticamente le persone passano il 90% della del loro tempo in ambienti al chiuso, il loro ruolo è fondamentale.

Immaginiamo ora il flusso di aria proveniente dall’esterno dell’edificio. Prima di venir messo in circolo all’interno, incontra sulla sua strada un filtro. Quest’ultimo si trova in una sezione dedicata della U.T.A. e va a incidere, come detto, in maniera determinante sulla qualità dell’aria che andremo poi a respirare.

Il nostro filtro ha infatti lo scopo di trattenere la polvere, la sporcizia, il polline e tutti i microrganismi potenzialmente nocivi per la salute, facendo sì che nella stanza dove opera l’impianto d’aerazione, circoli sempre e solo aria filtrata (e quindi pulita).

I meccanismi di filtrazione

La filtrazione avviene principalmente attraverso 5 meccanismi:

  • Effetto setaccio
  • Impatto inerziale
  • Intercettazione
  • Diffusione
  • Attrazione elettrostatica

Se vuoi conoscere nel dettaglio ogni meccanismo, clicca qui.

Tipologie di filtri

A seconda della tipologia e della concentrazione di agenti patogeni nell’aria e del grado di pulizia dell’aria che si vuole ottenere, si possono scegliere diverse tipologie di filtri, non solo in base all’efficienza, ma anche a principi di funzionamento particolari.

I filtri installati all’interno delle U.T.A. possono infatti avere caratteristiche strutturali e funzionali differenti, a seconda appunto del grado di efficienza richiesto e della capacità di portata dell’aria da parte dell’impianto.

Possiamo generalmente suddividere i filtri nelle seguenti tipologie:

  • Prefiltro
  • Filtro ad alta efficienza
  • Filtro assoluto
  • Filtro a carboni attivi

Il prefiltro rappresenta il primo stadio di filtrazione ed è caratterizzato solitamente da un filtro composto da un media filtrante sintetico in poliestere su una superficie ondulata (in modo da avere una maggior superficie filtrante, a parità di ingombro). Questo filtro serve principalmente a trattenere le impurità più grossolane, con una bassa perdita di carico iniziale.

Il secondo stadio è composto da un filtro ad alta efficienza e può avere caratteristiche strutturali e funzionali molto diverse tra loro. A seconda dei modelli e della struttura del filtro, esso è in grado di trattare grossi volumi di aria, coniugando quindi necessità di portata, di ingombri relativi e di efficienza di gran lunga superiori rispetto al prefiltro.

Il terzo stadio di filtrazione, quello assoluto, è un’estensione che viene installata comunemente in quegli ambienti che necessitano di un grado di sterilità molto elevato, come sale operatorie, camere bianche, laboratori. Sono caratterizzati da filtri comunemente detti HEPA (High Effiiency Particulate Air Filter), dotati pertanto di un’altissima efficienza (sono capaci di filtrare il flusso d’aria fino al 99,99%).

Ci sono poi alcune realtà che necessitano l’aggiunta di un ultimo stadio di filtrazione (il quarto per intenderci), composto dai carboni attivi. Questa sezione filtrante viene impiegata per l’abbattimento di sostanze volatili organiche, inorganiche e odorigene, grazie alle caratteristiche assorbenti della superficie del carbone. Di norma, la quantità e la tipologia del carbone vengono stabilite in funzione delle concentrazioni di una certa tipologia di inquinante.

Vuoi saperne di più sulla nuova classificazione dei filtri? Clicca qui per approfondire l’argomento.

Tieni a mente: i filtri devono sostituiti con regolarità!

Data la loro grande importanza, occorre sottolineare che i filtri non sono tuttavia eterni. Dopo un certo periodo hanno bisogno infatti di essere sostituiti. Perché? Con il passare del tempo, i filtri perdono le proprietà filtranti e rischiano di trasformarsi da alleati contro lo sporco, a diffusori di agenti patogeni.

Un filtro sporco è evidentemente un agglomerato di polvere, muffe, batteri e virus. Questi ultimi, non essendo più integralmente assorbiti dagli elementi filtranti, vengono veicolati e diffusi, diventando una pericolosissima minaccia per la salute di chi vive e lavora all’interno dell’ambiente dove opera l’impianto aeraulico.

Quali rischi per l’impianto di aerazione?

Come detto precedentemente, è inevitabile che sporco e polvere si accumulino nei filtri durante il normale funzionamento delle U.T.A., rendendoli pertanto meno efficienti. Questa situazione, oltre a essere appunto pericolosa per la salute, può avere gravi ripercussioni anche sul funzionamento generale dell’intero sistema. Lo sporco, infatti, può provocare un innalzamento dei consumi energetici, proprio a causa della riduzione di portata dell’aria, che implica quindi uno sforzo maggiore da parte dei motori per mantenere continuamente un’adeguata ventilazione nei locali.

Mantenere sempre efficiente il proprio impianto, sostituendo con regolarità i filtri dell’aria e adoperandosi con tutte le operazioni necessarie per mantenere uno stato igienico sanitario adeguato all’interno della U.T.A., dovrebbero essere sempre considerate come attività prioritarie all’interno di un’azienda.

Scopri i nostri prodotti e cerca il filtro più adatto alle tue esigenze, clicca qui.

Hai bisogno di una consulenza oppure vuoi prenotare una verifica igienico sanitaria del tuo impianto di aerazione?

Clicca qui, i nostri tecnici ti contatteranno subito!