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Nasce il progetto Osservatorio sulla Qualità dell’Aria Indoor

15 Apr Nasce il progetto Osservatorio sulla Qualità dell’Aria Indoor

Si chiama “Osservatorio sulla Qualità dell’Aria Indoor” (OQAI) il nuovo progetto cooperativo di ricerca tra l’Università Bicocca e l’Università Bocconi di Milano, dedicato ai temi legati agli impatti economici e alle strategie per mitigare l’inquinamento negli ambienti chiusi.

Come evidenziato nel nostro precedente articolo intitolato Come inquinamento e qualità dell’aria indoor influiscono su salute ed economia, l’Indoor Air Quality (I.A.Q.) è stata assai poco considerata sia a livello politico che accademico fino alla diffusione del COVID-19. Tuttavia, dopo la pandemia, ha ricevuto molta più attenzione da parte degli esperti.

Diversi studi scientifici hanno quindi confermato che alcuni elementi aerodispersi, come particolato (PM2,5 e PM10), ozono, biossido di azoto, biossido di zolfo e monossido di carbonio, possono favorire la diffusione dei virus, soprattutto quando presenti in determinate concentrazioni.

Pertanto, l’obiettivo dell’OQAI, come dichiarato durante il Kick-off meeting, è quello di portare avanti un centro di ricerca multidisciplinare dedicato specificatamente alla qualità dell’aria negli ambienti chiusi, che come ben sappiamo sono spesso caratterizzati da elevate concentrazioni umane e sistemi di aerazione trascurati e sporchi.

Le attività del progetto OQAI

Grazie a una convenzione stipulata tra il Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e della Terra di Bicocca (DISAT) e il Centro di Ricerca sulla geografia le risorse naturali, l’energia, l’ambiente e le reti di Bocconi (GREEN), il progetto dell’Osservatorio sulla Qualità dell’Aria Indoor mira a contribuire al processo di formulazione delle politiche che si sta sviluppando in questi anni a livello internazionale e nazionale. Ciò attraverso la ricerca di punti di interesse chiave riguardanti l’aerazione, con il supporto di stakeholder e la collaborazione attiva con altre università europee.

La trasversalità dell’OQAI è evidenziata anche dalla vasta gamma di settori coinvolti, sia nel pubblico che nel privato. Questi includono edifici della pubblica amministrazione, scuole, ospedali, RSA, uffici, negozi al dettaglio, strutture ricreative, ristoranti, hotel, mezzi di trasporto su strada e ferrovia, navi da crociera e aerei.

La qualità dell’aria che respiriamo in questi ambienti è un aspetto di fondamentale importanza per la salute e l’economia e richiede l’individuazione di soluzioni per prevenire, monitorare e gestire l’aria messa in circolo dagli impianti d’aerazione. Ciò implica una costante analisi, la redazione di report e l’attuazione di azioni specifiche.

Gli attori coinvolti nel progetto si sono perciò impegnati a concentrarsi sulle seguenti attività al fine di mantenere alta l’attenzione sulla qualità dell’aria indoor:

  • Diventare un presidio scientifico di riferimento per preservare la salute pubblica
  • Definire i livelli di inquinamento indoor in diversi ambienti ad alta concentrazione umana
  • Monitorare la normativa in evoluzione sia a livello nazionale che sovra-nazionale
  • Quantificare i costi esterni da inquinamento indoor e analizzare le tecnologie preventive
  • Coinvolgere stakeholder per contribuire alla predisposizione di protocolli di azione e
  • Prendere parte alla definizione in atto della normativa

Verso una specifica regolamentazione della I.A.Q.

Attualmente, non esistono ancora valori limite di concentrazione specifici per gli inquinanti indoor, quindi ci si basa ancora sui limiti previsti per l’aria esterna. Esistono sì indicazioni di base che suggeriscono, per assicurare il comfort delle persone negli ambienti chiusi, l’utilizzo di impianti di ventilazione, ma non vi è ancora alcuna normativa specifica che definisca la qualità dell’aria.

Fino ad oggi, il riferimento principale per la regolamentazione della qualità dell’aria negli ambienti chiusi sono state principalmente le normative di igiene e sanità, le quali regolano la salubrità degli ambienti di lavoro e forniscono raccomandazioni sugli inquinanti e sull’adozione di criteri minimi per arredi, edilizia e prodotti per la pulizia.

Il punto di riferimento per le aziende è il Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro, del quale abbiamo discusso approfonditamente qui, analizzando le linee guida relative al microclima, alla pulizia e alla sanificazione degli impianti aeraulici.

È evidente l’assenza di una normativa precisa sulla qualità dell’aria indoor, a livello europeo come a livello nazionale. Tuttavia, lo status quo sta cambiando, soprattutto a seguito della revisione della Direttiva sulla performance energetica degli edifici (EBPD) che, come possiamo leggere anche qui, punta a:

  • Conseguire un approvvigionamento energetico sostenibile
  • Ridurre le emissioni di gas a effetto serra
  • Migliorare la sicurezza dell’approvvigionamento
  • Ridurre i costi delle importazioni
  • Promuovere la competitività europea

La nuova versione della EBPD dovrebbe rappresentare una vera svolta nella regolamentazione della qualità dell’aria indoor. Questa prevede infatti l’obbligo per gli Stati membri di imporre l’installazione di dispositivi di misurazione e controllo della I.A.Q., nonché di stabilire criteri per mantenere un ambiente interno salubre, basato su indicatori come la concentrazione di determinati inquinanti.

AIISA parte del progetto Osservatorio sulla Qualità dell’Aria Indoor

L’attività di studio condotta dall’OQAI, come detto sopra, è guidata dai ricercatori dell’Università Bicocca e Bocconi, con il supporto scientifico e finanziario di un gruppo di imprese e associazioni, come ad esempio AIISA, di cui anche Cointec fa parte come socio. Questo dimostra come l’Associazione Italiana Igienisti Sistemi Aeraulici sia da sempre impegnata nella ricerca di soluzioni volte a migliorare il comfort ambientale.

AIISA e le altre imprese partecipanti stanno contribuendo attivamente alla definizione dei livelli di concentrazione degli inquinanti indoor, delle metodologie di analisi microbiologiche e delle strategie di intervento, bonifica e sanificazione. Questi punti chiave, sviluppati in modo collaborativo e sinergico, con la condivisione di risultati ed esperienze lavorative, possono favorire uno sviluppo sistemico del settore aeraulico, una corretta progettazione degli edifici e, di conseguenza, una migliore gestione degli impianti di aerazione da parte delle aziende.

Hai bisogno di una consulenza oppure vuoi saperne di più sui servizi che offriamo? Scrivi a igiene@cointecsrl.it oppure clicca qui.



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